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Ad Altamura si inaugura il “Sito archeologico urbano multimediale” al Parco degli Ulivi

18 Marzo
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Ad Altamura si inaugura il “Sito archeologico urbano multimediale” al Parco degli Ulivi

Inaugurazione e presentazione alla cittadinanza

Sito archeologico urbano multimediale Parco degli Ulivi

28 marzo, ore 11.00
Altamura, via Carrera 28

Sabato 28 marzo alle 11.00, Giuliano Volpe dell’Università degli Studi di Bari inaugurerà il “Parco archeologico urbano multimediale” al Parco degli Ulivi ad Altamura.
In un’area compresa tra via IV Novembre, Via La Carrera, Via Baracca si è realizzato un piccolo miracolo, un progetto che ha cercato di conciliare esigenze apparentemente in opposizione tra di loro: la ricerca archeologica, la tutela, la valorizzazione, la fruizione pubblica del patrimonio culturale, la comunicazione con l’impiego di tecnologie innovative e la realizzazione di un immobile da parte di una impresa privata, la EdilCo.
Iniziato dieci anni fa, il progetto ha visto la collaborazione del Ministero della Cultura con la Soprintendenza Archeologica prima e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Bari poi, del mondo universitario, di tecnici, restauratori e di archeologi professionisti molto qualificati.
Prospezioni geofisiche, condotte da Laura Cerri, l’espiantazione degli ulivi (accuditi e poi ripiantumati), e scavi archeologici hanno portato all’individuazione di una porzione dell’abitato di età peucezia di Altamura, databile in particolare tra il VI e il III secolo a.C., che, come di consueto, vede la compresenza di strutture abitative, di cui restano muri e lacerti di pavimento, luoghi di lavoro e anche sepolture, alcune entro casse. Città dei vivi e città dei morti convivono. La struttura più rilevante è un grande canale scavato nel banco geologico calcarenitico, indagato complessivamente per una lunghezza di circa 55 m, foderato con spallette in muratura, realizzato nel corso del V secolo a.C., con interventi di rifacimento e manutenzione tra IV e III secolo a.C. Al centro del canale è posta una buca circolare di grandi dimensioni, di forma circolare, forse per l’alloggiamento di un palo per sorreggere una passerella. Il canale, infatti, oltre che per lo smaltimento delle acque, poteva svolgere una funzione difensiva a non molta distanza dalle mura megalitiche della città.
Il grande canale è stato conservato, attraverso complesse operazioni di restauro, consolidamento e protezione, realizzando un intervento assai impegnativo anche dal punto di visto ingegneristico per la realizzazione dei garage sotterranei, risparmiando la parte interessata dalla presenza della struttura antica. I muri delle abitazioni, invece, sono stati accuratamente smontati (con la consulenza della restauratrice Antonella Martinelli), studiati e rimontati, esattamente nelle stesse posizioni e alle stesse quote: sono ora visibili all’interno di un asilo e di un ambulatorio medico, in spazi posti al di sotto di pavimentazioni in vetro, opportunamente illuminarti e ventilati. In tal modo i frequentatori dell’ambulatorio e i bambini che giocano nelle sale dell’asilo convivono con la storia stratificata.
Il grande canale, dopo interventi di restauro e pulitura, è oggi visitabile liberamente (con visite guidate, per gruppi di circa 20-30 persone) all’interno di un grande ed elegante vano ipogeo. Qui i visitatori sono accolti da un personaggio centrale nella storia del territorio, Tommaso Fiore, che racconta (con la sua voce clonata usando un raro documento audio) la storia del territorio altamurano, a partire dalla presenza dei dinosauri, documentata da migliaia di orme a cava Pontrelli, fino al Novecento, con il campo di prigionia n. 65, con tappe a Lamalunga con i resti del Neanderthal di Altamura, l’abitato peucezio, l’età romana, la nascita della città e la sua cattedrale nell’età di Federico II, l’età moderna con la prima università pugliese e l’esperienza repubblicana e rivoluzionaria.
La realizzazione di questo complesso prodotto multimediale, curato da Insomnia, con l’ideazione scientifica di Giuliano Volpe e la regia di Marco Farese, è stato il frutto del lavoro di un articolato e qualificato comitato scientifico.
Al termine della coinvolgente proiezione, i visitatori possono rivolgere alcune domande a Tommaso Fiore, che risponde con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale.
Uno spazio urbano riconsegnato alla città, dove natura e architettura si incontrano. Un progetto che restituisce valore alla comunità, promuove la socialità e tutela il paesaggio. Nel bel Parco degli Ulivi sono sistemati anche giochi per bambini e strutture per l’attività fisica, oltre ad alcuni sarcofagi della necropoli antica rinvenuta in situ, da un totem multimediale che offre informazioni sul sito e sui vari beni culturali visitabili nella città.Il progetto di tutela, valorizzazione e fruizione multimediale, realizzato interamente a cura di EdilCo, è stato reso possibile anche grazie al grande progetto PNRR CHANGES (Cultural Heritage Innovation for Next-Gen Sustainable Society): EdilCo, infatti, è stata coinvolta nel selezionato partenariato, che vede insieme molte università italiane e alcune importanti imprese.     

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Locandina evento Parco degli Ulivi
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