Interventi per la prevenzione, il restauro e la conservazione: Carta del rischio; studio sui polimeri per il restauro; conservazioni di materiali e strutture
PI : Germana Barone, Paolo Mazzoleni, Nicola Laneri, Maria Rossella Massimino, Pietro Militello, Fausto Carmelo Nigrelli
Gruppo di ricerca : RTD-A: Dario Puglisi, Arianna Roberta Occhipinti. Assegnisti: Eliana Fischer, Maura Fugazzotto, Sergio Russo
Descrizione
Analisi del rischio ai fini della prevenzione
La ricerca mira a sviluppare uno strumento integrato per l’analisi e la gestione dei dati geotecnici e territoriali, finalizzato a supportare la valutazione del rischio sismico e la pianificazione di interventi di prevenzione. Attraverso l’impiego di software GIS viene realizzato un geodatabase che integra informazioni relative alla risposta sismica locale, ai profili stratigrafici dei terreni e alle interazioni dinamiche suolo–struttura, consentendo di mappare le microzone sismiche, individuare le aree più vulnerabili e supportare la progettazione di strategie di mitigazione del rischio.
Nel quadro delle attività volte alla salvaguardia, valorizzazione e rigenerazione del patrimonio storico-culturale, la ricerca ha inoltre analizzato soluzioni di isolamento sismico di tipo geotecnico, finalizzate al miglioramento delle caratteristiche meccaniche del terreno di fondazione e, di conseguenza, alla risposta sismica complessiva del sistema terreno–struttura. Tra le soluzioni più promettenti rientrano le miscele terreno–gomma, ottenute combinando terreni granulari con granuli di gomma derivanti da pneumatici fuori uso. Tali materiali presentano elevate capacità dissipative e consentono di incrementare lo smorzamento del sistema, contribuendo alla riduzione della domanda sismica. Il loro impiego rappresenta inoltre una soluzione sostenibile, poiché favorisce il riciclo di pneumatici a fine vita e si inserisce nel quadro degli obiettivi globali di sviluppo sostenibile.




Studio sui polimeri per il restauro
Il gruppo UNICT DSBGA si sta occupando dello sviluppo di materiali innovativi ecosostenibili per il restauro utilizzando tecnologie all’avanguardia. Al fine di ottenere prodotti efficienti ed idonei all’applicazione nei contesti selezionati (i depositi della biblioteca presso il Monastero dei Benedettini di Catania e l’area della zona absidale presso il Duomo di Cefalù, Palermo) è stata condotta una campagna diagnostica di caratterizzazione dei materiali originali costituenti i beni culturali in oggetto. Lo studio diagnostico è incentrato sui materiali lapidei naturali (vulcaniti, calcareniti e marmi), e artificiali (intonaci, malte, ceramiche e tessere musive) presenti su murature e superfici pavimentali. I risultati delle analisi condotte sia in situ che in laboratorio forniscono le informazioni essenziali per la messa a punto delle formulazioni.
Un ulteriore contesto di studio è situato a Baghdad, presso Tell Muhammad, un sito archeologico caratterizzato da un quadro drammatico per quanto riguarda lo stato di conservazione, in quanto sembra aver perso circa il 97% della sua estensione a partire dagli inizi del 1900 a causa di inondazioni, guerre, e attività di espansione urbana. Il gruppo di ricerca del BUAP ha quindi posto come priorità dei lavori la creazione di un piano di diagnostica, conservazione e restauro, e monitoraggio delle strutture architettoniche del sito, in linea con accordi internazionali (per esempio, l’Agenda ONU 2030, target 11.4: Potenziare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo). Al fine di adempiere a tale obiettivo, il gruppo di ricerca di cui sopra ha già avviato attività di valutazione storica-archeologica e diagnostica del degrado. Queste attività hanno permesso di formulare strategie per interventi di restauro, a cui seguiranno, negli ultimi anni del progetto, operazioni di monitoraggio e diffusione dei risultati.









