Il Castello di Gaeta: tecnologie virtuali e nuovi linguaggi comunicativi di public history per il racconto e la musealizzazione della “memoria”
PI: Ivana Bruno (Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Laboratorio Museo Facile)
Gruppo di Ricerca: Luca Bianchi, Marco Capraro, Paolo Leonini, Marta Salvadore, Laura Saturnino, Luca Spatola (Centro di Eccellenza del Distretto tecnologico beni e attività culturali della Regione Lazio – CdE DTC Lazio; Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Dipartimento di Lettere e Filosofia, Laboratorio di ricerca Museo Facile).
Descrizione
Il progetto pilota “Il Castello di Gaeta: tecnologie virtuali e nuovi linguaggi comunicativi di public history per il racconto e la musealizzazione della memoria”, sviluppato nell’ambito del programma CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society (Spoke 4, WP4), ha avuto come fine la valorizzazione e l’accessibilità del Castello Angioino di Gaeta, sito monumentale di grande rilievo storico, architettonico e identitario.
L’iniziativa ha perseguito la conoscenza approfondita e la fruizione inclusiva del bene attraverso strumenti digitali avanzati e strategie di comunicazione partecipativa, coniugando ricerca storica, rilievo architettonico, modellazione digitale e narrazione multimediale.
Gli obiettivi principali del progetto sono stati:
– creare un modello HBIM (Historic Building Information Modeling) integrato con GIS, per la documentazione e mappatura del complesso architettonico;
– sperimentare nuovi linguaggi di public history per il racconto del patrimonio culturale;
– sviluppare strumenti accessibili e inclusivi per la comunicazione e la mediazione culturale;
– promuovere un approccio partecipativo e sostenibile alla valorizzazione del patrimonio.
Il Castello di Gaeta, classificato come sito museale di tipo D, presentava inizialmente criticità legate alla mancanza di documentazione digitale, accessibilità limitata e scarsa interazione con il pubblico. Il progetto ha quindi inteso costruire un modello replicabile per la riattivazione di siti patrimoniali analoghi, coniugando innovazione tecnologica e impatto sociale.
Il progetto ha raggiunto pienamente gli obiettivi prefissati, producendo risultati tangibili in termini di innovazione tecnologica, partecipazione sociale e valorizzazione del patrimonio
Risultati principali:
– Modello digitale HBIM-GIS del Castello di Gaeta, comprensivo di rilievo completo, metadati storici e sistema di consultazione interattiva;
– Prototipo WebGIS come piattaforma di ricerca e strumento divulgativo accessibile online;
– Narrazioni multimediali e percorsi immersivi realizzati secondo i principi FAIR e in linea con le Linee Guida D9;
– Progettazione di materiali e dispositivi inclusivi, tra cui video in LIS e IS, modelli tattili, audioguide e percorsi multisensoriali;
– Coinvolgimento diretto della comunità locale e di nuovi pubblici attraverso laboratori, incontri e attività educative;
– Formazione di personale specializzato in digitalizzazione, narrazione e accessibilità museale;
– Realizzazione di una Digital Library accessibile per le persone cieche
– Produzione di due video-documentari divulgativi, resi pubblicamente disponibili: “Il Castello di Gaeta tra memoria e innovazione” e “Il Castello angioino: un viaggio nella memoria”
L’analisi d’impatto ha confermato il successo del modello sviluppato attraverso: un incremento della partecipazione e del coinvolgimento del pubblico, maggiore consapevolezza del valore storico e sociale del sito e un rafforzamento del legame tra università, comunità e territorio.


