La Villa Marittima di Lio Piccolo è il più grande scavo archeologico stratigrafico di epoca romana condotto all’interno nella
laguna di Venezia. Un eccezionale conformazione dell’argine lagunare, infatti, ha permesso di conservare un sito molto particolare: da terra, anche se in mezzo alle acque, è possibile scavare quasi all’asciutto, grazie all’ausilio delle pompe, le profonde strutture di epoca
imperiale (a 3 metri sotto il livello di calpestio) di una “azienda” antica per la produzione del sale e per l’allevamento del pesce. La struttura era collocata proprio sulla spiaggia antica, sul lido di epoca romana, e si affacciava su un ampio canale che connetteva al porto della città antica di Altino con il mare, e la sua bocca di porto. Le strutture fanno riferimento a una serie di edifici complessi con un’ampia cronologia dal I al VII secolo d.C.. Le strutture abitative e produttive hanno cambiato forma nel tempo, e la parte residenziale, di grande pregio, sembra essere stata sostituita presto da aree artigianali e di lavoro dove i lavoratori dell’epoca, gli schiavi, sapevano trarre i frutti migliori dagli spazi salati delle lagune litoranee. Lo scavo di Lio Piccolo ci racconta qualcosa di raro: abitare in quella che è la laguna attuale non signifi cava stare in un luogo marginale e rifugiarsi per scappare dai pericoli. Signifi cava piuttosto scegliere di stare dove le rotte marine incontravano quelle fluviali. Dove la solida terra lascia spazio ad un ambiente molle, umido, solo apparentemente inospitale ma ricco di risorse: sale, pesce, boschi litoranei, legno e avifauna. Significava abitare in un luogo dove la relazione con l’ambiente cangiante è imprescindibile.
Studiare e narrare Lio Piccolo significa conoscerci un po’ meglio, conoscere meglio la complessità dell’abitato lagunare antico, conoscere meglio il non sempre facile rapporto tra uomo e natura.
Uno scavo aperto al pubblico
Le strutture archeologiche in corso di scavo sono collocate ad una quota molto profonda, E per forza di cose dovranno essere ricoperte dal terreno stesso di scavo qualche settimana dopo la conclusione dei lavori di ricerca: questo è infatti l’unico modo per conservarle.
Il team scientifi co dica Foscari e l’amministrazione comunale di Cavallino- Treporti, perciò, a preso la decisione di trasformare il cantiere in un museo a cielo aperto, per permettere alla cittadinanza e ai visitatori di toccare con mano l’antico passato della laguna nord di Venezia, prima di Venezia. Si tratta di un evento unico, per comprendere letteralmente camminando dentro la storia come le donne e gli uomini antichi abbiano costruito, vissuto e prodotto in ambiente incomparabile, fatto quasi solo di acque.
Archeologia di Comunità
Grazie al grande interesse della comunità di Lio Piccolo e del Comune dii Cavallino Treporti il progetto Vivere d’Acqua sin dal 2019 sta promuovendo azioni di archeologia pubblica e partecipata con il coinvolgimento direttodella comunità. Lo scavo, condotto dall’Università Ca’ Foscari Venezia con gli studenti dei corsi di archeologia, è finalizzato all’acquisizione dei dati archeologici per costruire una nuova narrazione condivisa del passato antico del territorio di Lio Piccolo e del litorale nord. Archeologi, studenti, amministratori, cittadini costruiscono insieme una storia contemporanea fatta di elementi antichi per immaginare un futuro sostenibile per il turismo e la residenzialità in un ambiente delicato e unico.
Progetto di ricerca CHANGES collegato
Calaon, Spoke 9, Martina Bergamo, Jacopo Paiano, Marco Paladini, Eleonora Delpozzo, Angelica Della Mora


